La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 3125 del 12 febbraio 2026, ha statuito che l’omessa informazione da parte di un dirigente della pendenza di un procedimento penale rappresenta un comportamento illecito idoneo a incidere sulla corretta definizione delle condizioni contrattuali nell’ambito di un accordo di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e, pur non comportando l’invalidità dello stesso, determina un obbligo risarcitorio in capo al dipendente.
Nel caso di specie, l’accordo prevedeva, di comune intesa tra le parti, la cessazione del rapporto di lavoro, accompagnata dalla corresponsione di un incentivo all’esodo.
