L’addetto alla consegna della pizza a domicilio deve considerarsi un lavoratore subordinato

Con ordinanza n. 23768 del 28 ottobre 2020, la Corte di Cassazione ha stabilito che gli addetti alla consegna della pizza a domicilio, formalmente inquadrati come collaboratori a progetto (all’epoca nella vigenza della fattispecie normativa), devono considerarsi lavoratori subordinati.
Nel caso di specie, la Suprema Corte ha escluso la sussistenza di un progetto in quanto i collaboratori svolgevano un’attività meramente esecutiva e del tutto priva di autonomia, coincidente con una parte di quella unitariamente esercitata dall’impresa committente e non distinguibile da essa (gestione di una serie di punti di produzione e vendita da realizzarsi mediante asporto o consegna a domicilio del prodotto alimentare).